Phaselus ille

ariplato

Rileggendo un polveroso libro di scrittori latini tratto da una dimenticata biblioteca scolastica in un angolo dello scantinato ritrovo alfine il giusto metro per esplorare un’età a me cara: la vecchiaia!  Il poeta Catullo (87-50 a.C.) presentando a una brigata di ospiti il fasèlo che intarla, oramai fuori d’uso, nell’ insenatura del lago, nel carme “Phaselus ille”, narra: “quel battello che vedete, ospiti, fu la nave più veloce e potè passare avanti a tutti i legni galleggianti in corsa, sia che dovesse navigare a remi o a vele”. Il fasèlo che una volta volava sulle onde giaceva nella immobilità sonnolenta della vecchiaia senza riparo, dopo avere veleggiato per tanti mari in tempesta.

Un poeta latino minore, Lucilius, in una sua lirica “Virtus, Albine” narra:

La Virtù, o Albino,

consiste nell’apprezzare adeguatamente le cure e gli affari della vita;

la Virtù consiste per l’Uomo nel sapere il valore di ciascuna cosa,

Virtù per l’ Uomo è sapere ciò che è giusto, utile, onesto

e così ciò che è bene, male, inutile, vergognoso, disonesto;

Virtù è conoscere un termine e un limite nell’ammassare;

Virtù è potere apprezzare al vero le ricchezze;

Virtù è onorare ciò che veramente lo merita;

essere nemico pubblico e privato degli uomini malvagi e dei cattivi costumi,

ma difensore degli uomini onesti e dei buoni costumi:

esaltare questi, volere loro bene, essere loro amico;

infine mettere al primo posto gli interessi della patria

e al secondo quelli dei nostri cari,

al terzo ed all’ultimo i nostri

“Virtus, Albine,

est pretium persolvere verumquis in versamur, quis vivimus rebus, potesse,

virtus est homini scire id quod quaeque habeat res,

virtus scire homini rectum, utile quid sit, honestum,

quae bona, quae mala item quid inutile, turpe, inhonestum,

virtus quaerendae finem re scire modumque,

virtus divitiis pretium persolvere posse,

virtus id dare quod re ipsa debetur honori,

hostem esse atque inimica hominum morumque malorum

contra defensorem hominum morumque bonorum,

hos magni facere, his bene velle, his vivere amicum,

commoda praeterea patriae prima putare,

deinde parentum,

tertia iam postremaque nostra.”

Quanta saggezza! Non sembrerebbe che soltanto dopo Lucilius siano vissuti il Cristo, i Papi della Chiesa , tanti statisti e filosofi dell’era moderna!

Tutto il percorso storico dell’ 800 – 900 lasciò nei popoli un anelito di liberazione dalle oppressioni dell’ assolutismo e delle dittature: assaporarono l’utopia di avere raggiunto alfine la soluzione per la pace, dimenticando tuttavia che la Libertà è una conquista sociale di altissimo valore etico soltanto se viene anteposto, sia come mezzo sia come fine, il rispetto dei valori umani: in primo luogo la tutela della vita e della salute dei cittadini, unico vincolo assoluto per qualsiasi rivoluzione culturale, a qualsiasi latitudine.

Per risolvere i problemi della nostra vita sociale non servono soltanto uomini concreti e razionali ma persone che sognino ancora di cose apparentemente irrealizzabili.

Oggi più di ieri etica e politica devono coesistere per riformare la politica sociale e la medicina sociale.

Oggi non più occorrono gli scettici e i cinici, ma ottimismo, coraggio, eroismo servono ancora ai cittadini: dal malgoverno delle istituzioni nasce la sfiducia nella possibilità di reagire e vincere la sofferenza, il dolore, la povertà, la malattia, l’emarginazione, la solitudine, l’abbandono; deriva la paura e il rifiuto del disabile, dell’ammalato, dell’anziano fragile e l’indifferenza per avere rimosso il problema, negata la realtà sociale, dissimulata la propria infelicità.

Dalla spregevole e illusoria certezza di non essere interdipendenti biologicamente, psicologicamente e socialmente, nel contesto umano e culturale vissuto, deriva il categorico rifiuto della solidarietà, odio contro gli emarginati, frattura e lacerazione con il mondo reale.

Catullo e Lucilius mi hanno fatto compagnia in questo dialogo, insegnandomi con la forza della poesia e della saggezza quali siano i rimedi contro una “vecchiaia senza riparo”: la via per la promozione di un nuovo concetto di Salute Pubblica in cui la Virtù faccia perno sulla stretta agognata connessione fra politica sociale, giustizia sociale e riforma sociale.

One thought on “Phaselus ille

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